Viviana/ July 6, 2018/ art/ 0 comments

Scena. Lo studio di una psicologa. Entrano padre madre e una bambina pallida con l’aria impaurita.

Dottoressa – Buongiorno. Mi avete già accennato al telefono del vostro problema. Volete spiegarmelo meglio?

Padre – È presto detto: nostra figlia è subnormale

Madre – Caro, non partire in quarta e lascia parlare me. Mia figlia ha un grosso handicap.

Dottoressa – E cioè?

Madre – Non riesce a odiare. È del tutto priva della necessaria e moderna capacità di rancore e astio, capisce?

Padre – È menomata, Mai uno scatto di rabbia, un insulto, un fake, i suoi compagni di classe la evitano…oppure la bullizzano…e lei? Non reagisce, non li odia, anzi dice che le fanno compassione

Dottoressa – Fatemi capire. L’odio è un sentimento umano spesso inevitabile, ciò che è grave è lo spreco dell’odio, il rancore verso chi non vi ha fatto nulla di male. Forse la piccola non ha veri motivi per odiare

Madre – Dottoressa, ma le sembra normale di questi tempi non odiare a tempo pieno? Noi le facciamo vedere la televisione, i discorsi dei politici, la spingiamo a leggere i giornali, la incitiamo a usare internet….Niente, lei non odia nessuno…e non solo i migranti, i rom, i negri, i maltesi, i messicani, i centri sociali, quelli sono capaci tutti…

Madre – Non odia le sue compagne di scuola che la prendono in giro perché sono più eleganti di lei, non odia il suo ex-ragazzo che la mena perché non vuole fare i video porno sul cellulare, non odia il professore di matematica che la vuole bocciare e quando il padre è venuto a difenderla e ha cercato di strangolarlo, lei si è messa a piangere e poco mancava che difendesse il docente…

Padre – Quel professore, fa propaganda islamica per una setta chiamata al-gebra. E la piccola subisce. Dove andrà a finire una così? Che strada può fare nella vita?

Madre – Pensi che gioca con le bambole e non con la carabina a aria compressa che le abbiamo regalato a Natale

Padre – Entra nel mio account dove insulto persone di sedici paesi e ci mette faccine e gattini…va curata, dottoressa.

Madre – Speravo che diventasse rappresentante di classe per chiedere di armare i bidelli, macché, non ha avuto un solo voto

Dottoressa- Posso far parlare la bambina?

Padre – Va bene ma niente domande buoniste, ipocrite, e sostituzioniste.

Madre – Noi vogliamo solo una figlia al passo coi tempi, piena del rancore necessario per fare strada nella vita …

Dottoressa – Bene piccola. Allora come ti chiami?

Bambina – Eris

Dottoressa – Che bel nome…dunque, ti riconosci in quel che hanno detto i tuoi genitori

Eris – Non saprei

Dottoressa – Insomma, è vero che non odi nessuno? Neanche un rancorino, un’inimicizia, qualcuno a cui vorresti fare del male?

Eris – Beh, c’è il mio compagno di banco che mi tira le orecchie

Dottoressa – E avresti voglia di reagire?

Eris – Sì, qualche volta mi succede

Il padre e la madre la guardano interessati

Dottoressa – E cosa fai?

Eris – Io le tiro a lui e poi ci mettiamo a ridere

Dottoressa – Quindi non lo odi?

Eris – Perché dovrei? Siamo pari…

Padre – Come perché dovresti…è un maledetto marocchino

Eris – Papà, è di Barletta

Madre – E la professoressa di geografia che ti ha appena dato cinque?

Eris – Ma ha detto che posso rimediare

Padre – Che figlia di merda … altroché rimediare, quella la butto dalla finestra. E quello che ti tira le orecchie, lo rimanderei a casa sua, in Africa

Eris – Papà, Barletta non è in Africa

Madre – Lo vedi che la geografia la sai?

Padre – Lo vedi che sei malata?

La bambina si accartoccia su sé stessa e inizia a tremare

Dottoressa – Calma calma. Certo, è un caso raro in questi tempi, un blocco emozionale a-misico, con difficoltà della produzione di endorancorina e buonismo cronico… la chiamano anche sindrome di Dumbo… ma ne usciremo facilmente. Eris, rispondimi con sincerità. Che sentimenti provi nei confronti dei tuoi genitori?

Eris – Posso dire?

Dottoressa – Prego

Eris – Li odio con tutte le mie forze. Mi stanno rovinando la vita. Spero che la professoressa di geografia accoltelli papà e che mamma venga scippata da un nano rumeno

La dottoressa sorride e spalanca le braccia

-Lo vedete? Vostra figlia è del tutto normale…diventerà una stimata carogna e avrà grandi successi

Padre – Non sono proprio convinto…

Madre – Lei crede che possiamo sperare?

Dottoressa – Se vi va bene, potrebbe anche ammazzarvi entro pochi anni. E adesso pagatemi. Sono trecento euro in nero.

I genitori escono sbattendo la porta. Eris li segue, con uno strano sorriso sulle labbra.

Stefano Benni – pubblicato su IL FATTO QUOTIDIANO 6/07/2018

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